Albedo: la seconda trasmutazione alchemica

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Attraverso la fase di Albedo la materia disciolta durante la Nigredo viene ricomposta in una sintesi superiore

In alchimia la Grande Opera rappresenta un percorso iniziatico che conduce l’alchimista alla realizzazione della Pietra Filosofale. Il compimento della Grande Opera si articola in tre fasi fondamentali: Nigredo, Albedo, Rubedo. Ognuna di queste fasi, o trasmutazioni alchemiche, rappresenta uno stadio di metamorfosi della materia.

Argomento di questo articolo è la seconda fase della Grande Opera: l’Albedo. Si tratta di una trasmutazione alchemica molto importante, a partire dalla quale ha inizio la costruzione vera e propria della Pietra Filosofale.

La seconda trasmutazione alchemica

L’Albedo, o Opera al bianco, rappresenta il processo di purificazione o distillazione del composto scaturito durante la fase di Nigredo.

Durante la Nigredo infatti la materia imputridisce, disintegrandosi e precipitando nel caos. A partire dalla fase di Albedo la massa informe che scaturisce dalla trasmutazione precedente viene sottoposta a un processo di distillazione e preparata per la sua successiva sublimazione. Attraverso questa operazione, che traduce il motto alchemico solve et coagula, la materia disciolta durante la Nigredo viene ricomposta in una sintesi superiore.

Per approfondire: Nigredo: la prima fase della Grande Opera

I simboli legati all’Albedo

Il simbolo principale dell’Albedo è l’acqua, elemento che le viene associato in virtù della sua carica purificatrice.

A livello planetario il simbolo dell’Albedo è Venere. Ricordiamo che Venere è anche noto come Lucifero, l’astro che annuncia il mattino e dunque la fine delle tenebre.

Altri simboli per l’Albedo sono il cigno bianco, la primavera e l’alba. Il passaggio dalla Nigredo all’Albedo viene anche rappresentato attraverso l’immagine della trasmutazione del piombo in argento.

Nella Divina Commedia l’Albedo corrisponde al passaggio di Dante Alighieri dall’Inferno al Purgatorio. Nella tradizione cristiana questa fase è invece rapppresentata dalla resurrezione di Cristo.

albedo trasmutazione alchemica

L’Albedo e la psicologia analitica

Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza

Inferno XXVI, 118-120 – Dante Alighieri

Dal punto di vista della psicologia analitica l’Albedo viene associata ai risultati di una profonda consapevolezza e osservanza di sé, che segue l’incontro con l’ombra avvenuto durante la Nigredo. Si noti a questo proposito l’analogia tra la pratica della consapevolezza e il processo alchemico della distillazione della materia con  cui opera l’alchimista.

L’osservanza di sé consente di guardare le proprie emozioni in modo distaccato e obiettivo. In questo modo si creano i presupposti affinché la cosiddetta ombra possa essere distillata e inglobata nella personalità. La psiche smette di giudicare, il dialogo interiore si interrompe e l’anima si libera finalmente da tutti i condizionamenti mondani, familiari e sociali.

Per quanto paradossale possa sembrare, l’integrazione dell’ombra nella propria personalità porta alla scoperta delle proprie aspirazioni e alla graduale morte dell’animalità. E questo non avviene per mezzo della repressione, bensì attraverso la scoperta della propria vera natura e l’armonizazione delle diverse parti di sé.

Leggi anche: La Citrinitas e l’immagine archetipica del maschile

 

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Lorenzo

Tuttologo per vocazione, avventuriero di fatto, creatore di grandi aspettative per necessità.

Un pensiero su “Albedo: la seconda trasmutazione alchemica

  1. Sono arrivato anch’io a chiedermi se quello che ho fatto finora è coerente con le mie vere aspirazioni. Mi sono dato delle risposte abbastanza veritiere individuando le mie passioni, mi sto adoperando per realizzarle ma ancora non ho trovato la forza e il coraggio di farlo.

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