La dissociazione dei misti e le insidie della pratica magica

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Nella pratica magica la dissociazione dei misti rappresenta la separazione di ciò che nell’uomo è istinto e animalità da ciò che invece è coscienza e volontà

La dissociazione dei misti in alchimia rappresenta il processo di isolamento di ciò che è fisso e stabile da ciò che è volatile e transeunte. Nella pratica magica questa operazione si traduce nella separazione di ciò che nell’uomo è istinto e animalità da ciò che invece è coscienza e volontà.

dissociazione dei misti

Si tratta di un’operazione molto complessa e non esente da rischi. Nei Tarocchi questo processo è rappresentato dal diciottesimo Arcano Maggiore: la Luna. La carta illustra il sentiero ricco di insidie che l’iniziato deve percorrere per dissolvere completamente i suoi automatismi mentali ed esercitare in questo modo il suo dominio sugli elementi.

L’esoterista Arturo Reghini – in arte Pietro Negri – è stato tra coloro i quali hanno provato a dare un volto a queste insidie, descrivendone la natura e gli effetti sul praticante. Nello specifico, in un articolo della rivista UR egli descrisse alcuni effetti della disciplina magica. Si tratta di quattro reazioni elementari, che possono essere affrontate con facilità qualora il praticante ne conosca il significato.

L’opera di dissociazione dei misti nel simbolismo alchemico

Nel simbolismo alchemico l’opera di dissociazione dei misti consiste nell’isolamento del grano di zolfo incombustibile e nell’estrazione e fissazione del mercurio. Vediamo in dettaglio il significato di questo simbolismo.

dissociazione dei misti

Il mercurio è una sostanza femminile, dissolvente, acquatica. A livello analogico il mercurio può essere messo in relazione con la mente, che ha anch’essa natura mobile e instabile. Lo zolfo è invece un elemento maschile e igneo. Questa sostanza, caratterizzata dalla facoltà di coagulare e di avviare la combustione, può essere associata all’essere e a ciò che più in generale sfugge le leggi della necessità. I misti, infine, rappresentano l’esperienza in cui lo zolfo (ciò che è stabile) si trova mescolato al mercurio (ciò che è volatile).

In questo itinerario prospettico, la dissociazione dei misti consiste nel separare ciò che ha natura volatile (mercurio) da ciò che invece è stabile (zolfo). Si tratta di un’operazione tipica della fase di Nigredo, durante la quale la materia viene sottoposta a un processo di putrefazione.

Per approfondire: Nigredo: la prima fase della Grande Opera

La dissociazione dei misti e gli effetti della disciplina magica

Nella pratica magica l’espressione dissociazione dei misti viene riferita all’atto di separare l’individualità da ciò che invece attiene alla volontà e alla coscienza. Pietro Negri afferma che l’ingresso in questo spazio implica sempre un lavoro magico preliminare.

dissociazione dei misti

[…] lavoro che partendo dalla diversità degli individui, e potendosi eseguire con mezzi non identici, è da aspettarsi che produca fenomeni variabili, per quanto resti costante la causa, che è ciò che accade nella compagine dell’essere in un incipiente trascendimento della condizione individuale.

Pietro Negri

In altre parole, la disciplina magica – e dunque il processo di dissociazione dei misti – può produrre delle reazioni elementari, degli “effetti collaterali”  che è bene riconoscere per persistere nella pratica. Ma quali sono esattamente queste reazioni elementari?

Pietro Negri ne segnala quattro, le quali non è detto che “si presentino necessariamente in tutti, e allo stesso modo”. Vediamoli in dettaglio.

Per approfondire: Il significato occulto della Luna nei Tarocchi

insidie della pratica magica

1. Risveglio dell’istintività e dell’automatismo

Per quanto possa sembrare strano, tra i primi “effetti collaterali” della pratica magica Pietro Negri segnala “l’incapacità di organizzazione nella vita mentale” e un risveglio dell’istintività e dell’automatismo. Rientra in questa categoria di reazioni anche la tendenza a vedere connessioni tra cose o avvenimenti, anche lì dove queste connessioni in realtà non esistono.

Questa è l’origine positiva di una serie di confusioni, di ravvicinamenti e comparazioni arbitrarie, di deduzioni fantasiose, che certi occultisti pensano in buona fede di poter riferire ad una luce e ad una comprensione superiori da essi raggiunte, mentre di fatto si tratta di un divagare e di un fantasticare.

Pietro Negri

2. Comparsa di una profonda dissociazione

Ad uno stadio più avanzato è possibile che si produca una profonda dissociazione tra i propri pensare, sentire e volere. Secondo Pietro Negri questa dissociazione può portare al sopraggiungere di immagini, pensieri, sentimenti o sbalzi di umore apparentemente senza motivo. La migliore risposta a queste manifestazioni e distaccarsene senza cercare di reprimerle.

3. Comparsa dei fenomeni di potenziamento

Con la pratica della magia è possibile che alcuni aspetti della personalità dell’individuo (tra cui probabilmente è possibile annoverare emozioni come la paura e l’ansia) vengano amplificati. Per questa ragione Pietro Negri sostiene che prima di intraprendere un percorso iniziatico l’individuo debba aver raggiunto un profondo stato di equilibrio psichico. Diversamente non disporrebbe del dominio necessario per tenere sotto controllo queste forze.

4. insoddisfazione e stato di angoscia

In ultima analisi, quando l’Io si confronta con il trascendente, può essere investito da un senso di insoddisfazione rispetto a tutto ciò che è mondano. Da qui sorgono un fortissimo senso di angoscia e frustrazione su cui è difficilissimo esercitare il proprio dominio.

Se desideri approfondire l’argomento puoi trovare l’articolo di Pietro Negri in Introduzione alla magia, vol. II, ed. Mediterranee, pp. 305-314.

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One thought on “La dissociazione dei misti e le insidie della pratica magica

  1. Durante la mia Nigredo vissuta senza alcuna conoscenza dell’alchimia mi sono fatto travolgere dalle emozioni e pensieri negativi, oggi grazie al metodo Gurdijeff della Quarta Via sono riuscito a localizzare meglio le emozioni negative ottenendo una maggiore gestione delle stesse e in qualche caso anche il superamento

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