Il simbolismo ermetico dell’Appeso dei Tarocchi

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L’Appeso dei Tarocchi allude alla fine e al compimento della Grande Opera

Il dodicesimo Arcano Maggiore dei Tarocchi – noto con i nomi di Appeso, Impiccato o Appicato – rappresenta la fine e il compimento della Grande Opera. Sebbene ad un primo sguardo la carta sembra raffigurare un supplizio pubblico, l’Appeso è in realtà un simbolo dell’iniziazione interiore.

La rappresentazione dell’Appeso nei Tarocchi

il simbolismo ermetico dell appeso dei tarocchiIl dodicesimo Arcano Maggiore dei Tarocchi raffigura un giovane appeso per una caviglia ad una forca, composta da due tronchi d’albero e una traversa completante la figura del Tau ebraico ﬨ. L’Appeso è legato a testa in giù, i polsi sono dietro la schiena, la gamba sinistra è incrociata dietro la destra. Alcune varianti di questa carta rappresentano l’Appeso con il capo circondato da un alone di luce e con in mano due sacchetti di monete.

Da un punto di vista divinatorio, l’Appeso è associato all’accettazione, all’armonia interiore, al sacrificio volontario, all’iniziazione, all’attesa, alla capacità di trascendere le convenzioni e osservare il mondo da un punto di vista più alto.

L’Appeso è un uomo che si è sottoposto volontariamente a un processo di iniziazione, dal quale emergerà completamente trasformato. Anche se il corpo dell’Appeso appare immobilizzato, il suo spirito è profondamente libero. E attraverso l’accettazione della sua condizione temporanea egli giungerà a un rinnovamento totale del proprio essere.

Il compimento della Grande Opera

il simbolismo ermetico dell appeso dei tarocchiL’Appeso riproduce in forma particolareggiata l’ideogramma ermetico che indica la fine e il compimento della Grande Opera, ovvero il triangolo equilatero con il vertice rivolto verso il basso sormontato da una croce.

Il triangolo equilatero con il vertice rivolto verso il basso è il simbolo ermetico dell’ente acqua. La croce, quando si trova al di sopra di un altro elemento grafico, indica invece un lavoro portato a compimento, una perfezione definitivamente acquisita. Ne risulta un’acqua che ha subito la serie completa delle distillazioni purificatrici. Da un punto di vista iniziatico, si tratta dell’Anima integralmente purificata, fortificata dalle prove dell’esistenza.

Per approfondire: Il simbolismo alchemico degli elementi

Il simbolismo ermetico dell’Appeso

La Grande Opera è anzitutto la creazione dell’uomo fatta da lui stesso, cioè la conquista piena ed intera ch’egli fa delle sue facoltà e del suo avvenire; è soprattutto la perfetta emancipazione della sua volontà che assicura il dominio universale dell’Azoto e della Magnesia, cioè un pieno potere sull’agente magico universale.

É. Lévi

L’Appeso dei Tarocchi è una carta densa di significati. Sviluppando ulteriormente il simbolismo espresso da questa carta emergono numerosi spunti di riflessione.

Il Tau ﬨ dell’alfabeto ebraico

In primo luogo, la raffigurazione dell’Appeso fa emergere un parallelismo tra il Tau ﬨ dell’alfabeto ebraico e il simbolo ermetico della croce. Secondo l’esoterista Éliphas Lévi, questo parallelismo è dovuto al fatto che nelle scritture più antiche il Tau ﬨ aveva la forma di una croce.

Facciamo notare che, in diverse circostanze, il Tau ebraico ﬨ allude al compimento di un processo. Il Tau ﬨ è l’ultima lettera dell’alfabeto ebraico, nonché dell’acronimo cabalistico Azoth, simbolo del principio e della fine di ogni corpo. Nell’Appeso, la presenza di questa lettera si riferisce al compimento della Grande Opera.

L’immagine dell’albero rovesciato

E conviene pensare cosí della gentilissima specie di anima che è dentro noi, che Iddio l’ha data a ciascuno di noi come demone; e diciamo ch’ella abita in su la sommità del corpo, e leva noi da terra per la parentela ch’ella ha con il cielo: imperocché non siamo noi piante terrene, ma sí celesti; e ciò noi diciamo molto dirittamente. E per fermo là sospese Iddio il nostro capo o radice, e dirizzò tutto il corpo, di dove trasse l’anima suo principio.

Timeo, Platone

La posizione dell’Appeso, con i piedi rivolti verso il cielo, richiama inoltre l’immagine dell’albero rovesciato. Si tratta di un simbolo antichissimo, presente in molte culture, dall’Induismo, alla filosofia greca e alla Cabala ebraica. L’albero rovesciato allude a colui che, avendo natura divina, ha la sua dimora metaforica in cielo.

Nell’Appeso, la riproduzione dell’immagine dell’albero rovesciato costituisce un’ulteriore allusione all’adepto che, avendo raggiunto la santità, tocca la terra soltanto con il pensiero.

La segretezza del Grande arcano

L’ambiguità figurativa di questa carta, potrebbe far pensare, infine, ad un supplizio pubblico. Secondo Éliphas Lévi, si tratta della minaccia che incombe sull’adepto che rivelerà i segreti del Grande Arcano.

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Lorenzo

Tuttologo per vocazione, avventuriero di fatto, creatore di grandi aspettative per necessità.

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