La storia infinita e il frutto della conoscenza del bene e del male

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Ecco, l’uomo è divenuto come uno di noi, perché conosce il bene e il male. Ed ora non bisogna permettergli di stendere la sua mano per prendere anche dell’albero della vita perché mangiandone, viva per sempre.

Genesi 3,22

Non c’è dubbio, La storia infinita è molto più di una semplice fiaba per bambini. La storia infinita è prima di tutto il racconto di un percorso iniziatico. Tante infatti sono le prove che i protagonisti Bastian e Atreyu devono superare per salvare il regno di Fantàsia. E tanti sono gli episodi che contengono dei riferimenti più o meno espliciti a passaggi di antichi testi sapienziali.

Tra questi ce n’è uno che rimanda al mito dell’albero della conoscenza del bene e del male descritto nella Bibbia. Ne La storia infinita, tuttavia, questo mito è reinterpretato in un modo molto particolare, che si allontana parecchio dalle spiegazioni a cui di norma esso è soggetto.

la storia infinita

La trama de La storia infinita in breve

Ma facciamo un piccolo passo indietro e vediamo la trama de La storia infinita in breve.

Il protagonista de La storia infinita è Bastian, un ragazzino sognatore vittima delle vessazioni dei compagni bulli. Un giorno, mentre scappa dai compagni, si ritrova in una libreria piena di libri vecchi. In un angolo della libreria è seduto il proprietario che tiene in mano uno strano libro. Dopo essersi impossessato del libro Bastian torna a scuola. Qui si nasconde in soffitta e comincia a leggerlo avidamente. Di colpo Bastian viene proiettato nel mondo di Fantàsia, un mondo popolato da creature magiche, che si trova in grave pericolo a causa di un’entità che divora tutto ciò che incontra. La missione di Bastian sarà quella di salvare il mondo di Fantàsia da un’imminente scomparsa.

la storia infinita serpenti

Il mito dell’albero della conoscenza del bene e del male nella Genesi

Disse il serpente alla donna: “È vero che Dio ha detto: Non dovete mangiare di nessun albero del giardino?”. Rispose la donna al serpente: “Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare, ma del frutto dell’albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: Non ne dovete mangiare e non lo dovete toccare, altrimenti morirete”. Ma il serpente disse alla donna: “Non morirete affatto! Anzi, Dio sa che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio, conoscendo il bene e il male”.

Genesi 3,1-5

Tutti ricorderanno l’episodio della Genesi in cui Dio intima ad Adamo ed Eva di non mangiare i frutti dell’albero della conoscenza del bene e del male. Poi Dio si allontana e Adamo ed Eva vengono tentati da un serpente. Il serpente dice loro che se avessero mangiato il frutto proibito, sarebbero diventati simili a Dio e avrebbero conosciuto il bene ed il male. Cosa che puntualmente accade, determinando la cacciata dall’Eden di Adamo ed Eva.

Per qualche strana ragione il serpente lo si immagina malvagio. In realtà, come cercheremo di spiegare oltre, questo sentimento verso il serpente è del tutto ingiustificato.

la storia infinita sfingi

Il mito dell’albero della conoscenza del bene e del male ne La storia infinita

Ne La storia infinita questo mito è rappresentato dall’ingresso di Bastian nella libreria. Qui Bastian vede il vecchio proprietario della libreria che legge un libro misterioso con due serpenti metallici intrecciati sulla copertina. Bastian chiede al vecchio di cosa parli il libro. Il vecchio risponde che si tratta di un libro molto speciale, che a differenza di altri libri avrebbe trasformato Bastian profondamente. Poi il vecchio intima a Bastian di non aprirlo per nessuna ragione. Ad un tratto squilla il telefono e il vecchio si allontana per rispondere. Allora Bastian ne approfitta e prende il libro con sé . Il vecchio lo guarda allontanarsi sorridente.

Ora, il vecchio proprietario della libreria rappresenta evidentemente Dio. Il libro rappresenta invece il frutto proibito della conoscenza del bene e del male. La copertina del libro, con i suoi serpenti metallici, costituisce un richiamo piuttosto esplicito al serpente che nell’Eden tentò Adamo ed Eva. Infine, l’allontanamento del vecchio rappresenta il momento in cui Dio lascia Adamo ed Eva soli nell’Eden.

Tuttavia, in questo episodio de La storia infinita compare un elemento che costituisce un’interpretazione piuttosto insolita del mito biblico… Insolita perché si allontana di molto dalle interpretazioni che ne danno di norma la Chiesa o altre istituzioni religiose.

Per approfondire: L’iniziazione e il cammino della conoscenza

la storia infinitaL’interpretazione del mito dell’albero della conoscenza del bene e del male

Mentre nell’Eden Dio è apparentemente molto adirato con Adamo ed Eva per aver mangiato il frutto proibito della conoscenza del bene e del male, ne La storia infinita il vecchio sorride quando vede Bastian appropriarsi del libro. E non è affatto un caso che sorrida.

A questo proposito, lo scrittore Igor Sibaldi offre una lettura molto interessante dell’episodio biblico. Secondo Sibaldi, la Genesi rappresenta un chiaro invito a disobbedire. E’ davvero poco probabile, infatti, che un Dio onnipotente e onnipresente possa allontanarsi per un momento e lasciare che Adamo ed Eva vengano tentati dal serpente. Si tratta di un evidente controsenso: Dio è dappertutto, non può allontanarsi.

In questo senso, è più probabile che Dio abbia fatto in modo che Adamo ed Eva venissero tentati. Questo perché Dio ha fatto Adamo a sua immagine e somiglianza ed è normale che da lui si aspetti che agisca di conseguenza. Sibaldi dice che “non esiste tabù che non abbia scadenza”. E i limiti, soprattutto quelli che riguardano la conoscenza, esistono perchè l’uomo impari a superarli. Solo superando questi limiti l’uomo potrà farsi davvero simile a Dio.

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Ed è per questa stessa ragione che il vecchio sorride quando vede Bastian appropriarsi del libro proibito. In quel momento Bastian ha superato un tabù. In quel momento Bastian ha cominciato un percorso iniziatico verso la conoscenza.

Per concludere

E’ evidente che l’atto metaforico di mangiare il frutto proibito della conoscenza del bene e del male da parte dell’uomo è un modo di rendere onore alla propria divinità. D’altro canto, questa è la prova, questa è l’iniziazione: superare le regole del senso comune e imparare a farsi simili a Dio attraverso la conoscenza. E la conoscenza – quella vera, quella che trascende l’ufficialità – è possibile solo attraverso il superamento di un limite.

Se desideri approfondire l’argomento, ti consiglio di leggere “Il frutto proibito della conoscenza” e “I maestri invisibili” di Igor Sibaldi. Si tratta di due libri di una forza davvero rara.

Per approfondire: Dieci film che aprono il cuore e la mente

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Lorenzo

Tuttologo per vocazione, avventuriero di fatto, creatore di grandi aspettative per necessità.

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