Le tre regole fondamentali di ogni iniziazione

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Alla base di ogni iniziazione vi sono tre regole fondamentali, che vengono riportate sottoforma di enigmi negli antichi testi sapienziali

Un bellissimo libro di Igor SibaldiI maestri invisibili, centrato sulle tecniche di veggenza per entrare in contatto con i propri spiriti guida, dedica un intero capitolo al tema delle iniziazioni. Nello specifico, Sibaldi individua tre regole fondamentali alla base di ogni iniziazione.

regole iniziaticheL’importanza di queste regole iniziatiche risiede innanzitutto nella loro accessibilità. Non si tratta infatti di formule indecifrabili comprensibili solo da pochi eletti. Al contrario, queste regole sono assolutamente accessibili e alla portata di tutti

Vediamole dunque più da vicino.

L’iniziazione tra tradizione e contemporaneità 

Secondo la Tradizione, le iniziazioni sono dei rituali dall’alto valore simbolico, attraverso i quali l’aspirante adepto si prepara a ricevere un insegnamento segreto.

Guardando la questione da una prospettiva più ampia, ogni prova che la vita ci riserva può assumere un valore iniziatico. Questo accade a patto che la nostra consapevolezza sia sufficientemente espansa.

Ecco che le tre regole iniziatiche individuate da Igor Sibaldi, oltre ad essere valide per i rituali iniziatici di ogni tempo e latitudine, contengono la chiave per trasformare ogni prova della vita in un’opportunità di crescita… Crescita verso qualcosa che il più delle volte è ignoto e difficile da definire.

Secondo Igor Sibaldi queste regole sarebbero nascoste nella maggior parte degli antichi testi sapienziali. E a differenza degli antichi rituali iniziatici, queste regole non sarebbero affatto segrete.

Leggi anche: L’iniziazione e il cammino della conoscenza

Le tre regole iniziatiche nell’Antico Testamento

Nell’Antico Testamento le tre regole iniziatiche compaiono nell’Esodo e sono enunciate da Dio mentre parla a Mosé.

Ricordiamo che a quel tempo Mosè era esule in Egitto e stava passando un periodo molto travagliato. Un giorno, mentre pascolava il gregge, Mosè vide un roveto che bruciava in modo strano. Si avvicinò al roveto e lì fece il suo incontro con la divinità.

In questo passaggio biblico le tre regole iniziatiche sono presentate sotto forma di enigmi e di risposte ad enigmi. Tuttavia ad un’attenta lettura non è difficile individuarle. 

regole iniziatiche esodo

L’angelo del Signore gli apparve in una fiamma di fuoco in mezzo a un roveto. Egli guardò ed ecco: il roveto ardeva nel fuoco, ma quel roveto non si consumava. Mosè pensò: «Voglio avvicinarmi a vedere questo grande spettacolo: perché il roveto non brucia?». Il Signore vide che si era avvicinato per vedere e Dio lo chiamò dal roveto e disse: «Mosè, Mosè!». Rispose: «Eccomi!». Riprese: «Non avvicinarti! Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo sul quale tu stai è una terra santa!». E disse: «Io sono il Dio di tuo padre, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe». Mosè allora si velò il viso, perché aveva paura di guardare verso Dio.

Esodo 3:2,6

1. TOGLITI I SANDALI DAI PIEDI

Togliti i sandali dai piedi è una metafora per dire lascia tutto. E questa è la prima regola iniziatica.

Togli da te proprio tutto: gli scopi e gli obiettivi che ti sei posto, le preoccupazioni che ti affliggono, i legami che hai, le cose che possiedi, le tue aspettative e le tue attese. Togli da te persino la tua storia personale, i tuoi problemi e il tuo passato.

Nei vangeli troviamo la formula lascia tutto e seguimi. Ma come tradurre tutto ciò nella vita quotidiana? Semplicemente liberandosi da tutto ciò che in sé è condizionamento. Dietro questo processo di tabula rasa si nasconde il significato della morte simbolica tipica di ogni iniziazione.

Per poter rinascere bisogna prima abbandonare i propri schemi mentali, i propri pregiudizi e il proprio passato.

2. Non avvicinarti

Quando Mosè vede il roveto che arde e non brucia, Dio gli intima di non avvicinarsi. E questa è la seconda delle tre regole iniziatiche.

Non avvicinarti! Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo sul quale tu stai è una terra santa! Il senso di questa formula è che nella dimensione dove abita la divinità non c’è distanza e non serve muoversi come si farebbe nella vita di tutti i giorni. 

Sforzo, tensione e modelli di perfezione durante la prova iniziatica sono inutili. L’unica cosa che conta in questo spazio è rendersi conto che tu lì ci sei già e che è sufficiente ascoltare e lasciare che le cose accadano. In questo spazio serve affidarsi al corso degli eventi ed evitare in tutti i modi di determinare le cose con la propria forza.

3. VELAti iL VISO

Veniamo ora alla terza regola di ogni iniziazione, che coincide con la reazione di paura di Mosè di fronte alla visione dell’Altissimo. Mosè allora si velò il viso, perché aveva paura di guardare verso Dio.

Il gesto di velarsi gli occhi andrebbe inteso qui come la consapevolezza che le nostre percezioni costituiscono un velo che ci separa dalla realtà. In altre parole si tratta di riconoscere Maya, l’illusione e i condizionamenti. E questa forse è una delle difficoltà maggiori delle prove iniziatiche.

Per approfondire: Cosa significa essere iniziati oggi?

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