Rubedo: l’ultima fase della Grande Opera

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La Rubedo, o Opera al Rosso, è l’ultima grande trasmutazione alchemica, che culmina nel compimento finale della Grande Opera. Si tratta di un’operazione piuttosto oscura, di cui gli alchimisti hanno fornito solo spiegazioni frammentarie.

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La Grande Opera è l’itinerario che l’alchimista deve percorrere per realizzare la Pietra Filosofale. Questo percorso si articola in tre fasi principali: Nigredo, Albedo, Rubedo. Se durante le fasi di Nigredo e Albedo la materia dell’Opera viene rispettivamente putrefatta e distillata, durante la fase di Rubedo essa viene elevata e sublimata.

Per approfondire: La Grande Opera e il linguaggio segreto degli alchimisti  

Il significato alchemico della Rubedo

L’effetto principale della sublimazione della materia dell’Opera durante la Rubedo è il ricongiungimento finale degli opposti. Ciò che per ragioni contingenti era separato, adesso torna ad essere unito. Durante questa fase si assiste dunque al ricongiungimento di spirito e materia, di maschile e femminile, di Sole e Luna. E non a caso il colore di questa operazione è il rosso, un colore che si pone a metà tra bianco e nero, tra luce e oscurità. 

Il compimento della Rubedo segna infine la realizzazione della Pietra Filosofale, una sostanza in grado di conferire l’immortalità, di acquisire l’onniscienza e di trasmutare i metalli vili in oro.

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I simboli della Rubedo

A livello simbolico l’unione degli opposti a cui si assiste durante la Rubedo è rappresentata dal serpente Ouroboros nell’atto di mordersi la coda. Il serpente che si morde la coda rappresenta il compimento del ciclo alchemico. Il rappresentante della Rubedo nel mondo mitologico è la fenice, creatura capace di rinascere dalle proprie ceneri, congiungendo in questo modo l’inizio e la fine di ogni ciclo. Altro simbolo per la Rubedo è l’androgino, l’essere che racchiude in sé le virtù di maschile e femminile.

Per approfonidre: La Citrinitas e l’immagine archetipica del maschile

Nel cristianesimo il rosso viene associato alla Pentecoste, ovvero alla discesa dello Spirito Santo sulla Terra sotto forma di lingue di fuoco. Il significato del colore rosso rimanda inoltre al sangue, alla vita, alla fertilità e al sacrificio.

Infine, nella Divina Commedia, la Rubedo è rappresentata dall’ingresso di Dante in Paradiso e dal suo incontro con Beatrice.

Per concludere

Molti psicologi hanno visto nelle trasmutazioni alchemiche una metafora dei cambiamenti che avvengono nell’ambito dell’interiorità umana. In questa prospettiva la Rubedo rappresenterebbe l’accettazione da parte dell’individuo dell’ombra e delle sue contraddizioni più profonde.

Le analogie in effetti ci sono, ed è sacrosanto rilevarle. Tuttavia è assai probabile che il vero significato delle trasmutazioni alchemiche vada ben aldilà di ogni cambiamento che abbia solo natura psichica o pseudo-spirituale. Esistono molte teorie secondo cui basterebbe osservare se stessi attraverso un improbabile testimone interno per realizzare a livello corporeo e spirituale le tre fasi della Grande Opera. Ma allora la domanda sorge spontanea: è mai possibile che gli alchimisti per secoli abbiano utilizzato un linguaggio tanto oscuro e criptico per esprimere un’ideuzza tanto banale? Nossignore… La realizzazione della Grande Opera è ben altra cosa. E cosa sia per davvero ognuno lo deve scoprire da sé.

Qui, in effetti, ha inizio il regno dell’indicibile.

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4 thoughts on “Rubedo: l’ultima fase della Grande Opera

  1. Parlo da profano in ambito alchemico .

    Quindi , da quanto ho capito , la Grande Opera si traduce nella prima Samadhi ( ora mi sfugge il nome ) , ovvero l’unione con lo Spirito Atman , che anche Shankara , appunto , lo cita con le due parole ” Testimone interiore ” .

    Ma sarà che si riferisce solo a questo ?
    Spero di no , altrimenti la Grande Opera non indirizza l’individuo alla propria estinzione e raggiungimento del Sé / Uno / Brahman o come lo si vuol chiamare , ma bensì ad uno stato , seppur sublime e avanzato , non finale .

    Oppure si riferisce ad altro , ovvero la realizzazione di essere sempre stato in verità l ‘Uno , il raggiungimento del Sé , e quindi con il conseguente annullamento dell’individuo e dei tre stati , Corpo – Anima ( Jiva ) e Spirito ( Atman ) ? .

    1. Per come la vedo io il cosiddetto annullamento dell’individuo, l’annullamento dell’ego, è un concetto molto ‘new age’ che non ha molto a che fare con la Grande Opera. In effetti qualcosa deve morire nella prima fase dell’opera e quel qualcosa che deve morire e lo stato presente dell’individuo, quello stato presente pieno di limiti che impedisce all’individuo di elevarsi (o espandersi se preferisci) fino a divenire una sola cosa con l’Uno. E quando l’individuo arriva ad essere una sola cosa con l’Uno, ovviamente dispone liberamente di energie così straordinarie che noi probabilmente facciamo molta fatica ad immaginare. Queste energie sono simboleggiate dall’elisir di lunga vita, dalla trasformazione del piombo in oro, dalla pietra filosofale…

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