La visione magica dell’universo

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Qual è il vero significato della Magia? E in cosa consiste il suo fine ultimo?

È vero senza menzogna, certo e verissimo,

che ciò che è in basso è come ciò che è in alto e ciò che è in alto è come ciò che è in basso per fare i miracoli di una sola cosa.

Ermete Trismegisto, Tavola smeraldina

Secondo Eliphas Lévi, occultista del XIX secolo, tutto il senso della Magia è racchiuso nell’incipit della Tavola smeraldina, testo sapienziale che la tradizione attribuisce ad Ermete Trismegisto. “E’ tutta la Magia in una pagina”, afferma l’esoterista francese. E ad un’attenta lettura non è difficile intuirne il motivo. Proviamo a fare un po’ di esegesi.

Ciò che è in alto è come ciò che è in basso

Agli occhi del mago l’Universo – ciò che è in alto – appare come un organismo del tutto simile all’uomo. Esso infatti è costituito dall’unione di diversi enti che mantengono un rapporto di influenza reciproca l’uno rispetto all’altro.

macrocosmo magia

Inoltre, come l’uomo è percorso da impulsi di ordine differente (gli istinti, le emozioni, la personalità), così nell’universo albergano forze misteriose che lo condizionano nella sua interezza. Si tratta di forze metafisiche, non direttamente percepibili, che sfuggono persino alle categorie di spazio e di tempo. Secondo le tradizioni esoteriche queste forze sono sette. Sette come le note, sette come i pianeti del Macrocosmo, sette come i centri del corpo sottile dell’uomo. Ed è proprio su queste forze che il mago deve agire al fine di sfruttarle a proprio vantaggio.

In questa prospettiva, l’Universo rappresenta per il mago la Cosa Unica, il MacrocosmoDio.

Ciò che è in basso è come ciò che è in alto

Analogamente, l’uomo – ciò che è in basso – è costituito dall’insieme delle sue cellule, dei suoi organi, della sua psiche e della sua anima. Tutti questi elementi esercitano un’influenza reciproca l’uno sull’altro.

In questo modo l’Uomo appare come un’immagine speculare dell’Universo, della Cosa Unica. L’uomo è un Microcosmo che riproduce a livello infinitesimale tutte le caratteristiche del Macrocosmo.

microcosmo magia

I presupposti della pratica magica

Il potere di una fervida fantasia è la componente principale di ogni operazione magica.

Paracelso

Lo scopo del mago è imparare a gestire le forze sottili che attraversano l’Universo. In un primo momento il mago deve riuscire ad avvertire queste forze e sentirle fluire fuori e dentro di sé. In un secondo momento deve impossessarsi dell’arte di sfruttarle e indirizzarle verso un obiettivo specifico. A questo proposito, il mago si può servire del linguaggio simbolico dei rituali e delle operazioni magiche.

Inoltre, sono tre le qualità che ogni mago deve possedere al massimo grado se vuole riuscire nella sua opera: un’incrollabile volontà, una fervida fantasia e una grande concentrazione. La volontà permette al mago di dirigere la propria intenzione verso un determinato scopo. La fantasia gli consente di attribuire un potere specifico alla sua opera. La concentrazione gli da infine la possibilità di rimanere focalizzato sulla sua opera, dirigendo su di essa tutta l’energia necessaria.

Per approfondire: Pratica meditativa per sviluppare la volontà

mago magia

Il fine ultimo della Magia

Lo scopo più alto della mago tuttavia non si limita alla gestione delle forze sottili che animano l’Universo. In sommo grado il mago ambisce ad elevarsi all’altezza di Dio e pervenire alla conoscenza della Cosa Unica.

Questo fine all’uomo non è precluso dal momento che dentro di sé egli sintetizza l’Universo. Tuttavia, per arrivare a tanto è indispensabile un’espansione oltremisura della coscienza, stato che nell’intera storia dell’umanità solo pochissimi eletti hanno raggiunto.

Per approfondire: Il significato occulto della Luna nei Tarocchi

Se vuoi approfondire l’argomento ti rimando al primo volume di Magia pratica di Jorg Sabellicus, Edizioni Mediterranee. Le idee contenute in questo articolo sono una rielaborazione dei concetti principali espressi dall’autore nell’introduzione al libro.

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Lorenzo

Tuttologo per vocazione, avventuriero di fatto, creatore di grandi aspettative per necessità.

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