La Grande Opera e il linguaggio segreto degli alchimisti

Considerazioni sulla Grande Opera e sulla realizzazione della Pietra Filosofale

Se dopo un mese o due vorrai osservare i fiori vivaci e i colori principali dell’Opera, ovvero il nero, il bianco, il giallo citrino e il rosso, allora senza alcuna altra operazione manuale, ma solo con la regolazione del fuoco, ciò che era manifesto sarà nascosto; ciò che era nascosto sarà manifesto.

Tommaso d’Aquino, Trattato sull’arte alchemica

In questo articolo parleremo di Grande Opera e proveremo a dissipare alcuni dubbi in proposito. E’ risaputo che l’Alchimia si serve di un linguaggio criptico, oscuro e di difficile comprensione. In questo senso, riuscire ad orientarsi in un testo della tradizione ermeticasenza incorrere in malintesi o incomprensioni non è affatto semplice. Senza contare che oggigiorno stiamo assistendo al proliferare di testi interpretativi dai toni spiritualizzanti e vagamente new age. Questi libri, oltre ad essere scritti da persone poco competenti, sviano il lettore dal vero significato dei testi alchemici.

fasi della Grande Opera

La Grande Opera e la costruzione della Pietra Filosofale

Partiamo dall’ABC… Com’è noto, Grande Opera o Magnum Opus è il nome attribuito all’itinerario alchemico che porta alla realizzazione della Pietra Filosofale o Lapis Philosophorum. Quest’ultima è una sostanza dotata di tre grandi proprietà:

  • conferisce l’immortalità attraverso l’elisir di lunga vita;
  • permette all’alchimista di acquisire l’onniscienza;
  • consente di trasmutare i metalli vili in oro.

Per realizzare la Grande Opera è necessario portare a compimento delle operazioni fondamentali, meglio note come trasmutazioni alchemiche. Originariamente queste operazioni erano quattro: NigredoAlbedoCitrinitas Rubedo. Dopo il Medioevo, e dunque a partire dal XV secolo circa, le fasi principali della Grande Opera furono ridotte a tre: NigredoAlbedo e Rubedo.

Per approfondire: La Citrinitas e l’immagine archetipica del maschile

Le quattro (tre) fasi della Grande Opera

Le trasmutazioni alchemiche sono dunque le tappe che l’alchimista deve percorrere per poter realizzare la Pietra Filosofale. Esse si rifersiscono ad una trasformazione di stato della materia dell’Opera. Inoltre, a ciascuna trasmutazione alchemica è associato un colore, una stagione, un elemento, un momento della giornata ed un pianeta.

  • Nigredo: nero, inverno, terra, notte, Saturno, putrefazione
  • Albedo: bianco, primavera, acqua, alba, Venere, distillazione
  • Citrinitas: giallo, estate, aria, giorno, Sole, combustione
  • Rubedo: rosso, autunno, fuoco, tramonto, Marte, sublimazione

A queste operazioni possono essere aggiunte delle operazioni intermedie come la Viriditas, che precede la Rubedo o la Pavonis Cauda – coda di pavone, che segue la Nigredo.

Per approfondire: Nigredo: la prima fase della Grande Opera

Il significato delle trasmutazioni alchemiche

A questo punto la domanda sorge spontanea: ma di cosa è fatta la materia dell’Opera? E cosa rappresentano realmente le trasmutazioni alchemiche? Si tratta forse di una metafora del processo di realizzazione spirituale dell’individuo?

Molti grandi psicologi, tra cui Carl Gustav Jung e James Hillman, fecero notare che esiste un’effettiva corrispondenza tra la psiche e la materia a cui si riferiscono gli alchimisti quando parlano delle trasmutazioni alchemiche. In questa prospettiva, queste operazioni sarebbero una metafora dei cambiamenti che avvengono all’interno dell’animo umano.

Le anologie ci sono, è vero… Tuttavia, la Grande Opera è ben altra cosa e i testi della tradizione ermetica lo lasciano presagire chiaramente.

Coloro che pensano che l’Alchimia sia strettamente di natura terrestre, minerale e metallica, si astengano. Coloro che pensano che sia unicamente spirituale, si astengano. Coloro che pensano che essa sia solo un simbolismo utilizzato per rivelare analogamente il processo della “realizzazione spirituale”, in breve che l’uomo sia la Materia e l’Athanor dell’Opera, abbandonino.

Claude D’Ygé

A questo riguardo c’è un dato piuttosto significativo. In greco il termine metallon (metallo) è omofono a metà allon, che significa “attraverso l’altro”. I metalli in Alchimia sono dunque molto più di una semplice sostanza. E, per analogia, lo stesso si può dire a proposito del significato delle trasmutazioni alchemiche e della Grande Opera. Tutti questi termini racchiudono una gamma di significati che solo attraverso una lettura meditativa e contemplativa possono essere colti nella loro interezza.

Per approfondire: Albedo: la seconda trasmutazione alchemica

In conclusione

La risposta agli interrogativi che ci eravamo posti, è dunque un po’ disarmante: ognuno lo deve scoprire da sé quale sia il “vero” significato delle trasmutazioni alchemiche e della Grande Opera. E lo deve fare attraverso un’assidua ricerca personale.

Non bisogna farsi illusioni: nessuno potrà mai dare una risposta precisa in questo senso. In una delle sue opere il grande alchimista Fulcanelli ebbe a dire: “Noi scriviamo per tutti, ma non tutti possono essere chiamati a comprenderci, perchè ci è interdetto di parlare più apertamente”. Questo significa che i testi alchemici possono dare indicazioni precise sulla strada da intraprendere, ma la comprensione arriverà soltanto attraverso la ricerca e la pratica personale.

In questa prospettiva, il consiglio è quello di diffidare da chi offre soluzioni a buon mercato o da chi dispensa consigli troppo semplicistici. L’Alchimia è un’arte esoterica, il cui studio non può prescindere da una ricerca interiore. E la lettura dei testi alchemici è una cosa seria, che richiede un lavoro di esegesi oltre che la comprensione dell’antico linguaggio racchiuso nei simboli.

Per approfondire: L’origine delle quattro arti esoteriche

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